Cari Alunni della II Ek,
ecco finalmente aperto uno spazio di discussione su questo titolo. Scegliete liberamente un personaggio, un episodio, una sezione o l'intero libro, provate quindi ad indicare la vostra prospettiva di lettori, attraverso anche dubbi, domande, giudizi sospesi, oppure piccole recensioni... insomma, scegliete voi le chiavi di accesso al racconto, e intervenite anche se siete ancora in mezzo al guado della lettura...
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Il Rosso e il Nero riprende, accresce e valorizza un aneddoto nel quale l'autore vede la manifestazione dell’energia popolare che la società conservatrice francese della Restaurazione vuole frenare ad ogni costo: nel 1827 il seminarista Berthet fu condannato a morte per aver azzardato di assassinare in una chiesa la sua amante. Sebbene in tutto il libro si percepisca una forza politica orientatrice, essa è raramente in primo piano, escluso il capitolo in cui i nobili tramano, arrivando ad invocare lo stesso aiuto degli inglesi.
RispondiEliminaJulien, il “protagonista”, è, come definito da Stendhal come un uomo infelice, in guerra contro tutta la società, ma che non riesce a fare le dovute differenziazioni fra i vari componenti sociali. Egli non segue la via di mezzo della vita borghese, ma “ricerco piuttosto una certa esaltazione rivoluzionaria”.
Documentandomi, è stato molto interessante scoprire che secondo Nietzsche, Stendhal è l'ultimo dei grandi psicologi francesi: dunque Julien Sorel diventa oggetto di uno studio vero e proprio; la sua ambizione ambizione, l’amore che sente ed il suo passato vengono dettagliatamente analizzati. E’ il suo pensiero a condizionare le sue azioni. Anche l’amore di Mathilde per Julien è profondamente analizzato. L’opera assume quindi cosi quelle caratteristiche tipiche di un romanzo psicologico.
Lisa
La società francese della prima metà del 1800, quella provinciale della città di Verrièrs e quella parigina, è il teatro nel quale si svolge la vicenda di Julien Sorel, giovane della Francia della Restaurazione; cresciuto leggendo le “Confessioni” di Rousseau e il “Memoriale di Sant’Elena” di Napoleone, di cui esalta la figura come eroe glorioso, egli non può accontentarsi di una vita di provincia scandita da ritmi lenti e soffocanti, che non gli permettono di soddisfare la sua ambizione.
RispondiEliminaPersonaggio passionale, eroe romantico e allo stesso tempo lucido calcolatore delle sue mosse, Julien è guidato in tutte le sue azioni dalla passione, che fa da filo conduttore in tutte le sue scelte, che risultano estreme e molto spesso irrazionali.
All’origine del suo comportamento c’è la condizione dell’uomo solo, che si sente in conflitto con la società che lo circonda (analizzata da tutti i suoi punti di vista in modo critico attraverso gli occhi del protagonista); egli avverte l’ostilità del mondo e si sente chiamato a compiere un destino che inevitabilmente deve e vuole realizzare: fare qualcosa di grande che resti nella storia.
Dotato di una grande personalità, dedica tutto se stesso alla realizzazione della sua impresa, facendosi strada nella società parigina così esclusiva dopo aver combattuto contro l’ottusa mentalità della provincia dove è nato.
La solitudine e l’inquietudine del protagonista, che lo accompagnano in tutte le sue avventure, si placano soltanto nel momento in cui ormai il suo destino è segnato: egli, ormai lontano dalla lotta contro il mondo, si abbandona alla morte inevitabile come alla fine di tutti i suoi turbamenti dati dagli eventi tempestosi della sua esistenza.
Stendhal indaga le intime contraddizioni dell’animo umano presentando personaggi sempre in evoluzione dal punto di vista psicologico : Julien è contemporaneamente l’esempio della più fredda e lucida astuzia e l’uomo smarrito e innamorato pieno d’ingenuità dall’animo poetico e fragile. Come lui anche le sue donne, la signora di Renal e Matilde, che lui ama in maniera diversa ma con immensa passione dando tutto se stesso, sono personaggi mutevoli a mano a mano che si sviluppano gli eventi della storia, che è un susseguirsi di colpi di scena che provocano nel lettore un sentimento di ansietà e frenesia che non lo abbandona per tutta la durata del romanzo, in cui ci si appassiona talmente tanto al protagonista da rimanere turbato o felicemente sorpreso insieme a lui ogni volta che gli accade qualcosa.
Beatrice
Bene, ma... tra Matilde e la signora di Renal chi sceglierebbe Beatrice come alter ego...?
RispondiEliminaMatilde è un personaggio estremamente affascinante; per il suo carattere forte, ambizioso e fiero vive in un continuo conflitto con i rigidi parametri che la società le impone in quanto donna, inquadrandola in schemi predefiniti.
RispondiEliminaE' alla continua ricerca di un ruolo all'interno della società che possa soddisfare le sue aspettative e non riesce ad adeguarsi alle convenzioni che la renderebbero schiava di una vita che non desidera.
Non riesce a trovare nessun appagamento alla propria intelligenza nei giovani che la corteggiano e che, considerati da tutti uomini promettenti in grado di garantirle un futuro sicuro, la annoiano prospettandole una vita senza stimoli e passione.
La persona di Julien rappresenta l'idea di ciò che è un vero uomo, in grado di comprenderla e di offrirle un autentico amore; in lui Matilde intuisce la sorpresa, l'avventura, e vede la rappresentazione del suo antenato Bonifacio de la Mole, amante di Margherita di Navarra, il cui eroismo passato è oggetto di venerazione per lei.
L'amore per Julien è cerebrale prima di essere passionale: egli si identifica con il desiderio di indipendenza ed emancipazione che è proprio di Matilde ed è l'unico uomo che in qualche modo possa farle trovare quel senso di cui lei è alla disperata ricerca; Matilde si abbandona così ad un sentimento che, nonostante a volte sia frenato dal suo orgoglio, la porta a vivere la sua passione in modo estremo, sfidando anche la famiglia per affermare un amore che finalmente, per la prima volta, la fa sentire viva.
Beatrice